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Le forme hanno un loro linguaggio le cui radici affondano nella lunga e complessa evoluzione dell'artista arrivato alla sua perfezione.Perfezione ogni volta superata e rimessa in causa, e che non investe mai soltanto il fatto tecnico che impone all'artista di trarre dal blocco di pietra i piani, le linee, le curve che esprimono il genio creatore del ritmo.
«L'artista, nota il filosofo Raymond Bayer, diventa padrone del ritmo, in altre parole del tempo, procedimento questo che gli permette di possedere l'essenziale».
L'arte di Franco Dotti riprende il suo discorso con la maggiore vocazione dello scultore. La vocazione consiste infatti in un profondo interesse per la cosa intrapresa, interesse accresciuto da un sentimento di soddisfazione proprio dell'azione. Ora, siccome ogni artista vibra in sincronia con la propria natura, è nella continuità della creazione che si scoprirà il suo stile e la sua autenticità.
In Dotti, sembra che il ritmo costruttivo, sia esso circolare o lineare, ma pur sempre in una volontà rigorosamente connessa, stabilisca un dinamismo suggestivo attraverso le tappe di una coscienza particolare.
L'arte ha presa sul tempo anticipandone il movimento?
É questa la domanda cui tenta di rispondere l'arte di Dotti in un contesto plastico. Questa ricerca di un'unità generale da forme che conservano ognuna la loro autonomia, è una sorta di sottomissione al tempo e implica una rigenerazione costante, una successione di istanti che si svolge nella persistenza di ritmi incessantemente ripresi e reinventati.
Il valore artistico di un'opera si misura meno in funzione di ciò che la ricollega all'espressione del passato o di un'epoca privilegiata, che per il suo rapporto con i valori permanenti della plastica. L'opera di Dotti contiene la testimonianza di una forza che agisce, forza che deve riscoprire le leggi della scultura in realizzazioni inedite che, gioca forza, debbono inscriversi nei limiti dell'epoca.
L'arte è, in effetti, il mezzo più idoneo per misurare il grado di civiltà di un'epoca di cui, attraverso le testimonianze, la storia stabilirà il valore. Ora questo valore richiede una costanza nelle scoperte indispensabili alla sopravvivenza dell'arte. Dotti non è certo di quelli che sono spinti da un desiderio fortuito o da curiosità passeggera verso un tentativo senza domani, anche se li loro numero è oggi copioso al punto che quella, una volta chiamata «avanguardia» è diventata ora una truppa disordinata.
Dotti, con alcuni artisti della sua generazione, nella propria arte impegna tutta la sua esistenza. Prolunga incessantemente la sua ricerca di un universo che predilige sia con il pensiero che con la rappresentazione. É autore di opere solide, equilibrate nei più piccoli dettagli che portano testimonianza di un tempo ritrovato nella manifestazione della loro presenza.
Autore significa etimologicamente colui che prolunga, e Dotti prolunga, in effetti, il valore qualitativo dell'arte. Una forma non può esistere, non può cioè giustificare la propria presenza, la sua permanenza, se non è armoniosa. Ogni forma che esiste in modo non armonico è presto guardata con indifferenza, destinata all'oblio, in poche parole cessa di esistere. Ammesso questo, l'artista deve provare che la libertà di operare è per lui una necessità. Diventa colui che non vede più il mondo in funzione delle verità ricevute. Non considera più dall'esterno ciò che farà nascere dalla sua immaginazione e dalle sue mani; è nella sua creazione prima ancora che essa veda la luce, viva della sua vita ed è la sua libertà di esistere che le trasmette infallibilmente.
Sono questi i pensieri che la scultura di Dotti suggerisce. L'accelerazione di tutte le attività, così nella produzione meccanica come in quella dello spirito, ha causato il disordine.
Ci danno sempre meno tempo per scegliere, per eliminare le cose di scarsa qualità. Franco Dotti fa parte dei rari artisti, il cui numero si assottiglia di giorno in giorno, che hanno colto l'immagine intellegibile del cambiamento universale. Il marmo, sotto il suo scalpello, ritrova nel tempo il suo significato originale fondato su forme che esprimono soltanto il valore qualitativo del mondo. Il tempo umano vissuto dalla coscienza ha una sua durata in cui gli stati di coscienza si organizzano fra di loro, si giustappongono e si arricchiscono in una connessione da cui scaturisce l'atto libero della creazione.
René Massat
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